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La luce, composizione "regola dei terzi"

Ciò che dà carattere ad ogni fotografia è sempre in ogni situazione la luce

In uno scatto potremo apprezzare molti elementi come la composizione, la situazione ripresa, l'unicità di un avvenimento, un'espressione colta al volo, la solennità di un panorama o di un edificio, il degrado o lo splendore di un luogo, di una condizione umana, la bellezza e l'azione di un animale o ancora molti altri elementi che non ho citato, ma mai in nessun caso, uno qualsiasi di questi elementi sarà efficacemente rappresentato se la luce che caratterizza il nostro scatto è brutta e di cattiva qualità.
Questo non significa dover disporre sempre di luce in abbondanza, anzi, ma sicuramente significa che la ricerca del corretto modo di sfruttare la luce disponibile nel migliore dei modi è il punto essenziale della ricerca fotografica.
Il ritratto non fa eccezione a questa regola, al contrario ne è, insieme allo Still-life, il genere principe dove la ricerca della luce giusta permette di esprimersi al meglio.
Nel ritratto, infatti, non potremo contare su altri elementi scenografici che non siano il nostro soggetto, non potremo contare sull'emozione e lo stupore che suscita un magnifico e grandioso panorama, non avremo l'animale raro colto in azione, non avremo in pratica "stampelle scenografiche" che faranno da sostegno ad una carenza sul fronte dell'illuminazione.

La luce che più facilmente avremo a disposizione è, naturalmente, quella fornita dal sole, la luce solare per sua natura, non è la più facilmente gestibile, varia d’ intensità nel corso della giornata, varia di colore e di inclinazione, eppure permette, grazie alla sua intensità, di essere efficacemente sfruttata e modellata per raggiungere quasi ogni scelta di illuminazione che desideriamo per il nostro soggetto.

In un ambiente chiuso la luce solare ci arriva attraverso le finestre, in questo caso avremo una luce fortemente direzionata che illuminerà con decisione una parte del nostro soggetto, lasciando in ombra la parte opposta: questo effetto, sebbene ricercato in alcuni casi, potrebbe essere fin troppo marcato per un ritratto classico e generare ombre nette e chiuse, in tal caso un primo passo per ottenere una luce qualitativamente migliore è poter disporre di una tenda bianca davanti alla finestra, in tal modo avremo il risultato di poter usare una luce sensibilmente più morbida per via dell'effetto di diffusione che la tenda genera. In questa situazione la differenza di illuminazione, tra il lato alla luce del soggetto ed il lato in ombra, sarà molto meno marcata ed il risultato fotografico sarà quello di un ritratto meno "drammatico". L'inconveniente nell'uso di una finestra schermata consiste nel calo di luce disponibile, la tenda, infatti, assorbirà molta della luce e, diffondendola, abbasserà ulteriormente il livello di luminosità della scena. Il vantaggio principale, invece, consiste nel costo zero della luce, come vedremo un aspetto non trascurabile. Come ulteriore vantaggio, la finestra, preferibilmente esposta a sud per godere di più luce e per un numero maggiore di ore, ha la possibilità di controllo del colore e di alcuni effetti particolari.
Utilizzare infatti una tenda trasparente di colore arancione permette di dare allo scatto una tonalità calda senza dover ricorrere alla luce del tramonto o dell'alba, allo stesso modo saremo in grado di dare colori diversi alla luce in funzione del colore che diamo alla nostra tenda-diffusore. Infine, ricercando un effetto grafico, potremo utilizzare tende con motivi geometrici più o meno regolari, che proietteranno sul nostro soggetto morbide trame grafiche; attenzione però, se usiamo una tenda colorata per introdurre una tonalità nella luce, accertiamoci che sia proprio la tonalità che desideriamo, viceversa introdurremmo nel nostro scatto una dominante di colore difficilmente eliminabile e controllabile, dovremo valutare non solo la resa cromatica sulla pelle, ma anche sugli abiti, non c'è nulla di peggio di un tono magenta su una camicia che evidentemente dovrebbe essere bianca...

Se la luce della finestra vi sembra una soluzione povera e poco professionale, vi basti sapere che in commercio si trovano bank dedicati ai flash da studio chiamati "window light", in sostanza un box da applicare ad un flash elettronico.

Spostandosi in esterni la possibilità di gestire e modificare la luce solare svanisce del tutto, non saremo più in grado nè di controllarne la durezza nè tanto meno il colore, la dovremo usare così com'è, in questo caso quindi conviene scegliere di scattare nelle ore più adatte, con il sole basso sull'orizzonte, cioè nelle prime ore del giorno oppure nelle ultime, in prossimità del tramonto dove il cielo si colora di rosso e l’inclinazione della luce è ottima, mai e dico mai scegliere le ore di metà giornata con la luce che ci arriva dall’alto verso il basso.

Una soluzione niente affatto trascurabile in esterni è quella di scattare con il soggetto in ombra, al riparo di un portico, una tettoia o quant'altro lo terrà in ombra ma attenzione, per i nostri scopi non andranno invece altrettanto bene i lati in ombra degli edifici, al di sotto di una tettoia, infatti, avremo comunque una luce ben direzionata che ci fornirà quel minimo di differenze tonali in grado di dare dimensioni al soggetto, viceversa in un'ombra fornita da un edificio esposto a nord avremo solo una luce piatta e diffusa che male si presterà a questo scopo.
Infine va preso in considerazione un momento ben preciso, quello esatto del tramonto.
La luce del tramonto è, a mio avviso, quella che consente i risultati migliori, purtroppo dura pochi minuti e per riaverla bisogna aspettare il giorno successivo, quindi bisogna farsi trovare preparati e sapere in anticipo che scatto fare; nonostante le difficoltà, però, la luce al momento del tramonto ci offre la possibilità di scattare con il soggetto in pieno sole, ben illuminato ed avvolto da una luce calda e morbida, con ombre allungate che danno dimensione e consistenza alle superfici.

Naturalmente proprio la lunghezza delle ombre va tenuta d'occhio, il naso, ad esempio, potrebbe proiettare un'ombra che andrebbe ad oscurare una grossa porzione di volto, quindi dovremo preoccuparci di tenere sotto controllo la posizione del soggetto con estrema attenzione.

La luce è uno degli elementi più importanti in fotografia, dal momento che senza luce non può esistere una fotografia.

 

Composizione dell'immagine
Per "composizione" s’ intende il metodo con cui disporre al meglio un soggetto all'interno dell'area inquadrata, per valorizzarlo e focalizzare l'attenzione su di esso.
Guardando le foto dei maestri fotografi difficilmente si notano i soggetti al centro dell'inquadratura.

 

Ogni immagine trasmette sensazioni date non direttamente dal soggetto stesso, bensì dalla posizione che esso ha nello spazio, limitato, del rettangolo fotografico.
Un bellissimo volto al centro del fotogramma resterà sì un bellissimo volto… ma l'eccessivo bilanciamento delle aree del fotogramma lo farà apparire un soggetto troppo statico e quasi insignificante.
Chi è fortunato e già ha un gusto estetico sviluppato si preoccuperà raramente di studiare l'inquadratura poiché gli nascerà spontanea.
Questo perché una fotografia non nasce nella macchina fotografica, ma prima: nella mente del fotografo. Esistono comunque alcune regole che aiutano chi vuole migliorare la propria tecnica.

Errori comuni nell'inquadratura
Un errore consiste nel creare immagini non adeguatamente bilanciate, ma non è l'unico sbaglio che si può commettere inquadrando.
Può capitare che si presti attenzione al centro dell'inquadratura e non all'insieme, si inquadra il volto di una persona al centro e si scatta
Prima cosa da ricordare se si è un principiante: la macchina può essere tenuta anche in verticale.
Altra cosa importante: se il soggetto si sviluppa in verticale, come una persona, l'inquadratura verticale gli conferisce il giusto slancio.
Ricordandosi la regola dei terzi, con il volto adeguatamente inquadrato si cercherà di avere nell'immagine la figura intera oppure la si potrà ritrarre in primo piano.
Quando si scattano foto, per esempio durante un ritrovo tra amici, capita di starsene in piedi di fronte a loro, di inquadrare e scattare, la foto forse verrà giusta secondo il punto di vista abituale del fotografo, ma si può fare di meglio, ci si può accovacciare e ritrarre le persone dal basso, l'inquadratura dal basso fa assumere ai soggetti un aspetto più slanciato e molto più accattivante.
Va anche evitata quella dall'alto poiché tende a "schiacciare" le persone e produce un'effetto sgradevole.

Per ottenere un’inquadratura corretta si cerca, in genere, di seguire quella che viene chiamata la “regola dei terzi“.
In pratica dovete dividere mentalmente quello che la vostra fotocamera inquadra in 3 parti verticali e 3 parti orizzontali, e collocare il soggetto nelle congiunzioni di esse, ma prima di scattare dovete seguire il seguente ragionamento mentale:
Innanzitutto dovete capire se la luce che colpisce il soggetto vi piace, oppure spostarlo per evitare che un particolare non sia completamente in ombra, dopo di chè controllate che lo sfondo vi piaccia.

A questo punto il vostro soggetto è posizionato secondo i vostri gusti con la luce giusta e lo sfondo giusto.

Personalmente preferisco non utilizzare tali regole ma fare ciò che mi piace, a volte faccio foto inclinando la macchina oppure usando oggetti nell’inquadratura che mi fungano da cornice, insomma …… bisogna conoscere “ le regole “ ma non è detto che bisogna sempre rispettarle, la fotografia come ogni forma di arte viene interpretata a seconda del gusto e delle capacità di ogni singolo individuo.
 
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